Abbiamo incontrato Page durante il nostro master al Royal College of Art. Il suo lavoro ci ha sempre affascinato e siamo stati molto contenti quando ci ha chiesto di collaborare ad un suo libro.
Page ha iniziato a lavorare a questo progetto dopo esser arrivato a Londra da Taiwan, costantemente disegnando i volti delle persone che incontrava, come una maniera per capire la nuova realtà che lo circondava. L'interesse di Page è presto cambiato dal volto al retro della testa.
L'intenzione era di pubblicare un libro che raccogliese i vari disegni, ma nonostante avesse centinaia di bozze solo sette immagini erano pronte. Sette immagini fanno fatica a diventare libro e i vari tentativi che abbiamo studiato con Page sembravano disturbare la loro delicata apparenza. Per usare le sue parole: "Questi disegni sono impressioni di un paesaggio al limite tra il personale e l'anonimo". Questo territorio tra personale ed anonimo è divenuto motlo importante per il libro, per noi era importante enfatizzare questa tensione.
Ogni ritratto è divenuto un libro a sè, includendo un breve testo riguardante il progetto. Ognuno dei libri è stato poi intitolato con i nomi delle persone ritratte, dando un incompleto volto ai disegni. Queste immagini a differenza dei numerevoli ritratti iniziali, sono un processo molto laboriosio, un lungo silenzioso processo. Considerati i dettagli, le immagini necessitavano di essere riprodotte ad una buona dimensione per essere apprezzate. Abbiamo quindi usato una pagina piegata in tre parti, una volta aperta, ogni immagine appare nel suo formato originale. Le pieghe hanno aggiunto al libro un valore narrativo, creando un ritmo nell'atto di rivelare ogni immagine.
Il libro è stato stampato con una combinazione di tecniche xerografiche in edizione limitata.